È martedì mattina in un cortile di Milano. La signora Rossi scende le scale con Micio, il suo gatto arancione. Fa bel tempo. Lei passeggia nel cortile, sotto i balconi, parla con le donne che stendono i panni. Micio corre verso l'angolo scuro, vicino alla porta del professor Gatti. La signora Rossi lo chiama. Niente. Il gatto non torna. Lei cerca ovunque, nel cortile, dietro le scale, sotto le finestre. Niente.
Alle dieci, tutto il cortile lo sa. Lucia scende da sopra con il suo nuovo fidanzato, un ragazzo con la macchina nuova. Nonna Pina esce dal suo appartamento al pianterreno e agita le braccia. "Ho sentito un rumore stanotte," dice. "Un rumore forte, ma non ricordo bene." Don Umberto chiude la porta della sua macelleria e guarda la signora Rossi in modo strano. Dalla sua finestra esce un odore forte, strano. Don Umberto non dice niente.
Verso le cinque del pomeriggio, il professor Gatti torna a casa. Ha due lunghi graffi sulla mano destra. La signora Rossi lo vede dalla finestra. Lei scende subito. "Professore, il mio Micio è sparito stamattina. Lei ha visto qualcosa?" Lui trema un poco. "Io? No, no. Questi graffi? Ah, il giardino... ho pulito il giardino." Ma il giardino è tutto vuoto, tutto ordinato.
Nonna Pina bussa alla finestra del suo appartamento. "Signora Rossi!" grida. "Adesso mi ricordo! Stanotte ho visto il Professore che..." Ma Lucia corre verso la nonna e chiude la finestra rapidamente. Perché?